Estate del 1996.
Il tastierista Luca ascoltava i suoi amati Metallica, e il suo grande amico chitarrista D.D. Jork suonava pop italiano per far divertire gli amici.
Ogni tanto Luca provava a convincere Jork ad ascoltare un po' del suo amato H.M., ma senza effetto.
Dopo il diploma, i due muovevano insieme i primi passi sui loro strumenti, ma erano ancora lontani dall'immaginare quello che sarebbe stato.
Nel 1997, dopo essere stato scaricato dalla fidanzata, Jork incappò tutto triste negli Iron Maiden.
"Wasting love" dei Maiden fu molto probabilmente l'inizio di tutto.
Luca e Jork decisero di mettere su un gruppo e conobbero Carlos, attuale ex batterista degli Skylark: fu la nascita di una duratura amicizia con il potente drummer, sempre pronto a collaborare con i Madwork ogni volta che può. Costruirono insieme una saletta, e nel 1998 iniziarono ad esplorare il piccolo mondo musicale della provincia.
Sulle prime i tre tentarono di mettere su la classica metal cover-band, pescando a piene mani da Dream Theater, Metallica, Savatage e altri monumenti del metal.
Furono mesi poveri di soddisfazioni.
Carlos di lì a poco riceveva l'offerta da una band power metal locale e abbandonava il progetto. Dopo aver inutilmente cambiato line-up infinite volte Luca e Jork si ritrovarono nel 1999 senza aver fatto mai una data.
La cosa migliore di quegli anni fu la stesura da parte dei due di una marea di materiale originale, nel quale già si nascondeva l'idea di quelle che di lì a poco dovevano diventare le prime produzioni Madwork.
I due decisero così di fare l'unica cosa sensata...chiusero la cosa con rammarico, ma per non rimanere completamente fermi senza suonare chiesero ad un loro amico bassista e batterista (che da lì a poco sarebbe diventato un certo Trigger...) di andare in sala qualche volta per jammare un po'...
Nel corso delle prime jam sessions Luca e Jork fecero sentire a Trigger il materiale scritto in quegli anni. Trigger ne rimase folgorato e si propose come bassista.
Nacquero così i Madwork.
Verso la fine del 1999 i tre si trovarono ad arrangiare i pezzi, con Trigger alle prese con basso e batteria, ma la ricerca degli elementi mancanti continuava.
La scelta del batterista cadde nella primavera del 2000 su Max Lobue, batterista metal abile e molto conosciuto dalle sue parti.
Doveva ancora arrivare, però, l'elemento che dalla sua comparsa cambiò completamente la band.
In quei mesi i Desdemona (Power metal, Italia) preferirono alla timbrica potente e graffiante del singer Jago quella più delicata e classica di Andrea Marchisio (attuale frontman della band). Jago all'epoca era amico di Trigger per la militanza condivisa in varie band e propose all'amico il progetto che andava delineandosi. Jago accettò la sfida, e dopo due sessions di prova Jork e Luca si convinsero che il futuro dei Madwork doveva dipendere dalla personalissima voce dell'attuale singer della band.
La formazione era per il momento al completo, le pesanti influenze metal che permeavano i primi Madwork portarono la band alla registrazione, nell'inverno a cavallo tra il 2000 e il 2001, di un Demo - cd di tre tracce intitolato Atlantis, nato come un concept album sulla leggenda di Atlantide, tema che si sarebbe esaurito qualche anno più tardi con la registrazione del mini-cd Through The Farthest Times.... Il lavoro, per la verità poco pretenzioso dal punto di vista tecnico e produttivo, mostrava già la forte carica di novità con cui la band riesce a reinterpretare la musica con cui è nata e si è formata.
Con Max il gruppo presentò il proprio disco alla rassegna "Asti nuovi rumori" nel giugno del 2001, classificandosi quarto, cosa non da poco tenendo presente che al contest cittadino partecipavano le più conosciute cover band della città.
Il rapporto con Max Lobue andò esaurendosi nel 2001 per dissidi personali, e i Madwork si ritrovarono di nuovo senza batterista. Nel frattempo molto nuovo materiale era stato scritto, e i Madwork registrarono nell'autunno del 2001 (su richiesta di un etichetta e al solo scopo di valutazione) il seguito del concept, un Demo-cd di tre tracce intitolato My Midnights. Il lavoro, inciso utilizzando interamente batterie elettroniche, non piacque all'etichetta, ma poco importava alla band, che a partire dall'estate 2001 era già al lavoro sul nuovo album. Una vecchia conoscenza della band, Carlos, collaborò con i Madwork nell'arrangiamento del disco e nella registrazione delle parti.
Through The Farthest Times... vide la luce nel 2002, dopo due mesi di registrazione con Frankie Kfs e il suo studio mobile. Fu quella la prima esperienza professionale della band. Il disco piacque ai più, e i Madwork ne ricavarono una serie di recensioni positive e il riconoscimento come realtà consolidata del panorama underground italiano.
Forte di questo lavoro la band reclutò alla batteria Daniele Galfione, drummer di grande classe e solidità tecnica, e visse il suo momento di maggiore stabilità. Con Daniele la band preparò lo spettacolo live e scrisse nuovo materiale, segnando una svolta profonda nel proprio songwriting, aprendosi ad influenze elettroniche e sonorità più moderne, iniziando a costruire un sound potente ed innovativo che si è conquistato la definizione di "postrock".
Purtroppo a causa di problemi di salute la collaborazione con il nuovo batterista non poté durare a lungo, e, come altre volte in passato, i Madwork ricorsero a Carlos.
Forte della presenza del grande drummer alle pelli, il gruppo partecipò all'edizione 2003 di Asti Nuovi Rumori arrivando secondo nella categoria "Migliori brani originali" e in seguito fu invitato come special guest all'edizione 2003 di Portacomarock.
Finita la presentazione del disco con l'aiuto dell'amico, i Madwork si ritrovarono per l'ennesima volta davanti ad uno stop forzato.
Nel frattempo dalla critica era stato unanimemente individuato in "My midnights" l'episodio più positivo dell'album, e il pezzo è stato voluto nella compilation Atlantida Vol. 21 edita nell'agosto 2003.
Indecisi sul da farsi, i Madwork decisero di registrare in un altro Demo-cd il materiale scritto con la collaborazione di Daniele, e iniziarono ad arrangiare i pezzi in completa autoproduzione nel piccolo studio domestico del chitarrista, Jork, che da anni era ormai diventato tecnico audio per alcuni importanti Audio Services locali.
Il lavoro, per decisione unanime del gruppo, doveva essere realizzato a costo zero, e così accadde, quasi ad essere il testamento di una band avversata dalla sfortuna, o, per dirla in altre parole, "essere di tutto la fine o l'inizio ...".
I Madwork decisero che dopo questo ultimo tentativo si sarebbero lasciati comunque tutto alle spalle. Che cosa, l'avrebbero scoperto di lì a poco.
Leaving All Behind nacque nell' aprile del 2004.
La produzione non poté che essere piuttosto modesta, ma la forza dei pezzi suscitò una inaspettata serie di recensioni entusiastiche.
La svolta intrapresa dalla band piacque, e tre pezzi del cd furono voluti per la compilation Phantasmata Vol. 4 pubblicata nel novembre 2004.
Fu sempre per quel disco che nel settembre del 2004 arrivò una proposta di distribuzione da parte di Self distribuzione s.r.l. e Le Park music.
I Madwork nel frattempo avevano reclutato Fabio Dr. Ums alle pelli per alcuni concerti durante l'estate, e decisero di farsi distribuire non già il fortunato Leaving All Behind, ma un nuovo album, di cui già stavano componendo i pezzi, da registrare finalmente in studio, finalmente con un batterista fisso e, finalmente, con una produzione degna di un full-lenght album.
La scelta cadde sul Flying studio di Gravellona (VB) e, dopo un mese di registrazioni, ne emersero nel novembre 2004 con Overflow, undici pezzi, prodotto da Madwork , Flying Studio e Paolo "Deadbongo" Pasquariello.
Il lavoro piacque molto alla casa discografica e si arrivò così al 2005, in attesa dell'uscita ufficiale, in attesa della fine o dell'inizio.